lunedì 1 agosto 2016

Lascia stare i santi Einaudi



Guido  Barbujani  Lascia stare i santi Einaudi 2014 

pp. 184

Un buon divulgatore può tutto. Anche rendere avvincente il racconto delle indagini necessarie a stabilire se le reliquie di San Luca Evangelista conservate nella Basilica di Santa Giustina a Padova sono autentiche. Ai lavori, commissionati  dall’allora vescovo di Padova Antonio Mattiazzo, parteciparono archeologi, storici, anatomo-patologi, biologi e l’autore, genetista e interprete delle poche tracce di DNA utilizzabili. Nel libro ci sono avventura e suspence, scienza e storia, personaggi e luoghi, come nei migliori romanzi. Ma è tutto vero, e perciò molto più divertente.



sabato 25 giugno 2016

Mr Holmes. Il mistero del caso irrisolto





Mitch Cullin  Mr Holmes. Il mistero del caso irrisolto

Neri Pozza 2015  pp. 256 
Letto fino a pag. 132

In fondo potevo leggerlo fino alla fine. Invece a metà, terminata in modo traumatico una fase  avvincente dedicata all’apicoltura, ho ceduto, forse pensando di rifarmi un domani con la visione del film. Di fatto del romanzo ho amato solo le parti dedicate alla vita delle api e agli innumerevoli accorgimenti da seguire per poterle allevare in modo degno. L’andirivieni del vecchio Holmes  tra Inghilterra e Giappone, ovviamente  via flashback, mi ha invece abbattuto per il poco  costrutto narrativo. Mitch Cullin priva Holmes  della presenza fisica del dottor John Watson per affiancargli qualcun altro. Lo fa però con garbo e coraggio: sostenere Sherlock da solo è impresa ardua e merita rispetto.













mercoledì 9 dicembre 2015

La riforma dell’opera di Pechino



Maël Renouard    La riforma dell’opera di Pechino  nottetempo   2015  pp. 51


Se non avessi vissuto all'epoca potrei considerarlo un romanzo di fantascienza. Invece no, è tutto vero: la riforma dell’Opera di Pechino (basta nobili e privilegiati in scena e avanti, d’ufficio, con i contadini e i proletari), la rivoluzione culturale (fine di tutto, solo opere proletarie e rivoluzionarie), le campagne politiche di cui si discuteva con gravità anche qui in Europa (il Grande balzo in avanti). Poi i personaggi, da Chu En Lai a Lin Piao, la terribile Jang Qing, moglie di Mao, e poi la Banda dei Quattro e anche Deng Xiaoping, trait d’union tra la Cina maoista e quella attuale. Renouard è bravissimo a muoversi in quello che è stato uno dei peggiori vespai della storia del Novecento, affidandosi alla chiarezza e alla brevità.

martedì 8 dicembre 2015

Morte improvvisa



Álvaro Enrigue    Morte improvvisa   Feltrinelli, 2015  pp.232


Un saggio multistrato che, in ordine allineato e con lo stile del romanzo riunisce: Francisco de Quevedo, Caravaggio, Galileo Galilei, Hernán Cortés, il cardinale Borromeo, l’arte plumaria azteca, la storia delle palle da tennis e i capelli di Anna Bolena. Tutto scorre sul filo di una partita a pallacorda tra Quevedo/Nadal e Caravaggio/Federer. Ogni storia sembra procedere per conto suo, salvo poi riunirsi in modo esaustivo nelle ultime pagine. Ci vuole un po’ di pazienza, soprattutto nelle descrizioni dei vari game a tennis o quel che è, ma alla fine c’è soddisfazione, soprattutto per chi volesse raccogliere il suggerimento di viaggio messo proprio in fondo. Si imparano anche molte cose sul tennis, sui conquistadores, sulla vita romana nel Seicento con i suoi papi, e sul modo di lavorare di Caravaggio.



lunedì 7 dicembre 2015

Proust a Grjazovec



Jòzef Czapski   Proust a Grjazovec   Adelphi   2015  pp.119


Se non avete mai iniziato la Recherche, se l’avete iniziata e abbandonata, se siete fermi da qualche parte dei Guermantes e non riuscite ad andare avanti, se l’avete letta fino all’ultima parola e avete ancora voglia di storie e   se, soprattutto, non vi rendete conto della fortuna di avere tutti i volumi del mondo a portata di mano, allora questo libro lo dovete leggere a tutti i costi. E se per caso dovessero piacervi  power point e le slide, osservate con attenzione gli appunti presi a mano da quest’uomo che nel gulag di Grjazovec, in condizioni di estrema cattività, organizzava  su pezzetti di carta informazioni la cui unica fonte era la propria memoria.