giovedì 2 marzo 2017

un'educazione milanese



Alberto Rollo  Un’educazione milanese  manni 2016 pp.317

Non posso dire di averlo letto, mi ci sono sovrapposta in totale identificazione fino a pagina 104, come se un vicino di casa, dimenticato,   mi avesse spedito una  lettera in cui mi raccontava un  pezzo della mia vita, con precisione iperrealista. Alberto Rollo, senza retorica e senza compiacimento, non solo ha descritto la vita quotidiana di una famiglia milanese proletaria degli anni Cinquanta e Sessanta, ma ha messo in chiaro i pilastri dell’educazione che noi bambini figli di operai, tramvieri, muratori, manovali, sarte, portinaie, piccoli artigiani, ortolani, barbieri e falegnami abbiamo ricevuto e orgogliosamente rivendicato. Dopo pagina 104, negli anni della conquista dell’indipendenza,  intervengono altre scelte, altre persone, un altro stile e, come si suol dire,  le nostre strade si dividono per riaccostarsi solo in rare occasioni. O forse è il tempo che si fa più vicino e perde l’esattezza dell’età dell’oro.

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