Una
storia nera, senza commissari e carabinieri, prende vita in Versilia
durante la stagione morta. C’è il gestore di un bagno, il narratore, che
deve pavimentare una parte del suo stabilimento. Da qui inizia un
intreccio di vite, persone, eventi e colpe che, ridotte all’osso,
riempirebbero un paio di cartelle, non di più. Per fortuna Giampaolo
Simi, che ha il dono del racconto, tiene in piedi una storia non sempre
verosimile però credibile e incalzante. Siccome Simi è bravo, gli riesce
bene anche la ricostruzione d’ambiente, in questo caso Viareggio alla
fine dell’inverno, descritta senza appigli con il colore locale ma nel
lavorìo che riempie l’attesa dell’estate.
mercoledì 29 luglio 2015
Cosa resta di noi
Giampaolo Simi Cosa resta di noi Sellerio 2015 300 pp
Una
storia nera, senza commissari e carabinieri, prende vita in Versilia
durante la stagione morta. C’è il gestore di un bagno, il narratore, che
deve pavimentare una parte del suo stabilimento. Da qui inizia un
intreccio di vite, persone, eventi e colpe che, ridotte all’osso,
riempirebbero un paio di cartelle, non di più. Per fortuna Giampaolo
Simi, che ha il dono del racconto, tiene in piedi una storia non sempre
verosimile però credibile e incalzante. Siccome Simi è bravo, gli riesce
bene anche la ricostruzione d’ambiente, in questo caso Viareggio alla
fine dell’inverno, descritta senza appigli con il colore locale ma nel
lavorìo che riempie l’attesa dell’estate.
Una
storia nera, senza commissari e carabinieri, prende vita in Versilia
durante la stagione morta. C’è il gestore di un bagno, il narratore, che
deve pavimentare una parte del suo stabilimento. Da qui inizia un
intreccio di vite, persone, eventi e colpe che, ridotte all’osso,
riempirebbero un paio di cartelle, non di più. Per fortuna Giampaolo
Simi, che ha il dono del racconto, tiene in piedi una storia non sempre
verosimile però credibile e incalzante. Siccome Simi è bravo, gli riesce
bene anche la ricostruzione d’ambiente, in questo caso Viareggio alla
fine dell’inverno, descritta senza appigli con il colore locale ma nel
lavorìo che riempie l’attesa dell’estate.
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