Kindertotenliber di Gennaio/Febbraio/Marzo
Antonio Steffenoni,
Un delitto molto milanese, Rizzoli, 2014, pp.246
Letto fino a pag. 71
Di solito leggo fino
in fondo i gialli ambientati a Milano, soprattutto se si svolgono in quartieri
che conosco bene. In questo caso siamo a Brera, zona in cui ho studiato e
lavorato per diversi anni.
Qui si tratta di delitto in agenzia pubblicitaria in declino. Nelle prime
pagine si susseguono i personaggi, insipidi e antipatici. Anche l’ambientazione
è sfocata, comprese le descrizioni di come si vestono i protagonisti, ambito in
cui tutti, anche i più scarsi, di solito se la cavano. Colore locale zero, e
banalità a iosa, sia lessicali che
circostanziali. Perché proseguire? In assenza di motivazioni valide, ho smesso
a pag. 71.
Simonetta Tassinari,
La casa di tutte le guerre, Corbaccio, 2015, pp.243
Letto fino a pag.38
Anche qui mi sono
fatta attrarre dall’ambientazione, un paesino nelle colline romagnole, di
solito trascurate dagli scrittori.
La storia è l’apoteosi della nonna di buona famiglia,
della grande casa di buona famiglia, dei pranzi di buona famiglia, delle
vacanze in villa. Non l’ho sfangato. Le vacanze in villa per me erano
sopportabili solo nei romanzetti della
Biblioteca dei miei ragazzi Salani, quando avevo dai sei agli undici anni, abitavo a Milano in
cinquanta metri quadri di ringhiera e le mie vacanze in villa si tenevano nella Bassa Padana tra vacche, granturco, voli
nel fieno e furti di prugne. Sognavo pony e maggiordomi, per poco però, poi ho
capito quanto erano noiosi.
Ayana Mathis, Le dodici tribù di Hattie, Einaudi, 2015, pp.290
Letto il primo
racconto e metà del secondo, più qualche altro incipit qua e là
Il problema di questa
raccolta di racconti è che il primo è talmente strepitoso che crea enormi
aspettative. Si continua a leggere sperando che il miracolo si ripeta, ma ciò
non accade. Così subentra la depressione e il desiderio di continuare si affievolisce,
fino al punto da abbandonare il volume. Resta però un magnifico racconto
iniziale, patetico e avvincente. Non è poco.
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